Infezioni Respiratorie e Antibiotici: Indispensabile Usarli Bene

Tra le infezioni umane provocate da microbi (batteri e virus), quelle respiratorie sono, per frequenza, quelle di più comune riscontro nella popolazione.

E’ per questo che, proprio in occasione di una qualunque “banale” infezione delle vie aeree superiori, massimamente rappresentata dalle più innocue infezioni del faringe e del laringe (faringiti e laringiti), si riproponga l’annoso problema dell’uso degli antibiotici e soprattutto dell’opportunità di un loro impiego.

Vediamo, a questo proposito, alcune considerazioni per comprendere meglio il problema.

Batteri e Virus: Differenze

Batteri e virus appartengono alla comune famiglia dei cosiddetti “microbi”, unità biologiche infettanti con profonde differenze tra loro:

  • mentre i batteri sono organismi unicellulari (formati, cioè, da una singola cellula vivente), dotati di una parete cellulare che li isola dall’ambiente esterno e capaci di riprodursi e di vivere in modo autonomo al di fuori delle cellule umane dell’organismo che infettano
  • i virus, invece, corrispondono a particelle infettanti fornite di materiale genetico che, per riprodursi, hanno bisogno di entrare nelle cellule dell’organismo infettato e di sfruttarne, come parassiti, organelli e meccanismi riproduttivi.

Si tenga conto del fatto che moltissimi tra gli antibiotici attualmente in uso, per esercitare la loro azione antimicrobica sfruttano tra l’altro anche alcune proprietà di interferenza con la sintesi della parete batterica.

In pratica gli antibiotici sono attivi solo sui batteri e mai sui virus, in quanto questi ultimi non hanno una parete cellulare!

Infezione Respiratoria: Batterica o Virale?

La maggior parte delle infezioni respiratorie, specie quelle più comuni che nei mesi freddi interessano le vie aeree superiori, sono nella grande maggioranza dei casi di natura virale e, come tali, non risentono favorevolmente della terapia con farmaci antibiotici.

Convinzioni che Portano all’Abuso

Esiste una consolidata abitudine nella popolazione di ricorrere agli antibiotici con la ferma convinzione che essi siano in grado di risolvere i sintomi infiammatori che si accompagnano alle infezioni respiratorie.

L’antibiotico è, per molti, quel farmaco universale che “mi consente di stare meglio”, a prescindere dall’origine batterica o virale (virus) dell’infezione.

Proprio su questa convinzione errata poggia l’abitudine di abusare impropriamente di tali farmaci.

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Per Cosa è Sbagliato Prendere l’Antibiotico?

Molte malattie per fortuna passano anche da sole e tra queste molte delle forme infettive respiratorie meno importanti.

Intendo, ad esempio, le forme da raffreddamento, qualche volte anche febbrili, di natura prevalentemente virale.

Queste interessano le prime vie aeree annunciandosi con

  • scolo nasale
  • starnuti
  • dolore faringeo
  • tosse

che tendono, spesso spontaneamente dopo un po’ di tempo, a scomparire anche con il semplice uso di antinfiammatori e paracetamolo.

L’uso dell’antibiotico, in questi casi, non è necessario per risolvere un’infezione respiratoria che spesso si risolve già da sola dopo qualche giorno, ma crea invece la falsa convinzione che sia stato proprio l’antibiotico a determinare la guarigione!

Di qui l’abitudine a trattare ogni infezione respiratoria delle prime vie aeree con l’antibiotico fin da subito.

L’Antibiotico non Risolve la vera Influenza

L’antibiotico non risolve la vera influenza, in quanto questa è provocata da un virus.

L’uso dell’antibiotico potrà al massimo essere preso in considerazione dal medico, e non dal paziente, nel momento in cui alla prima infezione virale dovesse seguire una qualsiasi complicazione batterica sovrapposta.

Resistenza agli Antibiotici: un Grave Problema

L’uso indiscriminato dei farmaci antibiotici è responsabile del fatto che molti batteri (i virus, come detto, non rispondono mai agli antibiotici!) stiano sempre più imparando a crescere anche in loro presenza.

E’ questo il fenomeno della cosiddetta “resistenza agli antibiotici” che sta creando nel mondo non pochi problemi.

Alcune infezioni che fino a poco tempo fa potevano essere efficacemente curate e risolte, tendono oggi a non guarire proprio per il fatto che il massiccio uso di antibiotici ha generato una moltitudine di batteri in grado di crescere e moltiplicarsi indisturbati anche in loro presenza.

L’industria farmaceutica è oggi in grado di sintetizzare nuove molecole antibiotiche con una lentezza superiore rispetto alla velocità con la quale i batteri stanno diventando resistenti agli antibiotici!

Solo una attenta politica di corretta prescrizione degli stessi, quindi, potrà ridurre la creazione di nuove resistenze che, con l’andare del tempo, renderà del tutto inefficaci questi farmaci salvavita!

Conclusione

Sia sempre il medico, quindi, a definire quale sia il momento migliore per fare uso dell’antibiotico, fondando la sua scelta su di un’esperienza clinica che il paziente non può avere.

Tale prescrizione potrà rendersi necessaria, ad esempio, non prima che sia trascorso qualche giorno dall’inizio dell’infezione e generalmente mai prima che sia trascorso un periodo febbrile di almeno tre giorni.

Ciò vale, naturalmente, solo nel caso di pazienti che non presentino particolari condizioni di vulnerabilità, come ad esempio anziani o immunodepressi, ed escludendo i casi relativi ad infezioni respiratorie più importanti, quali le polmoniti, tutte situazioni che rendono prudenzialmente consigliabile o addirittura indispensabile un loro più precoce impiego.

 

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