Medicina del Respiro
Asma Bronchiale

Asma e Allergie Respiratorie in Gravidanza

In questo articolo, pubblichiamo il testo integrale del video creato dal Dott. Enrico Ballor e pubblicato sul canale YouTube ufficiale di Medicina del Respiro dedicato al tema Asma e Allergie Respiratorie in Gravidanza (i Consigli dello Pneumologo).

Introduzione

L’asma e le malattie allergiche nel corso della gravidanza rischiano di creare qualche problema.

Vediamo insieme qualche consiglio per vedere cosa fare per limitare i sintomi, tra cui:

  • Fattori da Considerare per Allergiche ed Asmatiche
  • Il Cortisone e Problemi al Feto
  • Sabutamolo nelle Crisi d’Asma
  • Broncodilatatori
  • Antistaminici
  • Altri consigli

con l’aiuto del Dott. Enrico Ballor, Pneumologo a Torino.

Asma e Allergie Respiratorie in Gravidanza (i Consigli dello Pneumologo)

Partiamo dal video “Asma e Allergie Respiratorie in Gravidanza” per chi se lo fosse perso.

Trascrizione

L’asma, specie quello allergico, e direi più in generale le malattie allergiche respiratorie, sono delle patologie che interessano l’apparato respiratorio, molto comuni nella popolazione, tanto da rappresentare qualche volta un problema rilevante per la salute pubblica.

Però, c’è un momento in cui la loro presenza rischia di preoccupare in modo particolare le pazienti che ne sono affette.

A cosa mi riferisco?

Mi riferisco al momento in cui la donna, scoprendo di essere in gravidanza, inizia a porsi con urgenza tutta una serie di domande relative alla sua condizione di paziente asmatica o di allergica con problemi respiratori, d’accordo?

E soprattutto sull’opportunità di proseguire l’assunzione dei farmaci prescritti per controllare le diverse forme.

Spesso il problema più sentito dalle future mamme riguarda proprio la necessità di escludere, in modo assoluto, eventuali danni al bimbo che nascerà, danni conseguenti all’assunzione dei medicinali indispensabili per il controllo dell’asma e dei problemi respiratori allergici, d’accordo?

Un bel problema quindi che le mette in agitazione, non sapendo bene

  • se mantenere la cura farmacologica per evitare le crisi asmatiche, anche in questo caso con il rischio di procurare danni al piccolo, oppure
  • se dare priorità assoluta alla futura salute del pargolo, magari rischiando la propria, siamo d’accordo?

Ecco, il problema, specie all’inizio della gravidanza, sembra un po’ questo.

Per fortuna, però, la scelta da fare non corrisponde esattamente in modo assoluto a quella che ho detto, e in realtà, per fortuna, i fattori di cui tener conto sono un po’ diversi, d’accordo?

Vediamo allora di orientarci meglio con una serie di considerazioni e con una serie di consigli.

Fattori da Considerare, per Allergiche ed Asmatiche

La prima cosa da sapere, è che nel corso della gravidanza l’asma non necessariamente deve comportare un sicuro problema, d’accordo? in quanto ci sono donne che in gravidanza vedono ridursi spontaneamente i loro disturbi respiratori, o che comunque si mantengono stabili con la loro malattia asmatica o allergica, Bene!

In altri casi, invece, i sintomi asmatici possono accentuarsi e le pazienti necessitano semplicemente di una rivalutazione della terapia da parte dello pneumologo, il quale saprà benissimo come adeguare i farmaci alle condizioni che sono cambiate, d’accordo?

Teniamo anche conto che oggi spesso una gravidanza è programmabile.

Ecco, anche in considerazione di questo, per mettere in pista una gravidanza, consiglierei alle future candidate mamme di attendere il momento in cui l’asma sia davvero sotto controllo, intendo proprio da un punto di vista farmacologico, lasciando ovviamente allo pneumologo lo stabilire il momento in cui, fatti gli opportuni accertamenti, visita pneumologica, spirometria, ossimetria, il momento in cui l’asma possa definirsi clinicamente compensata e stabile.

Bene! Andiamo avanti.

Cortisone e Problemi al Feto

Direi che di tutti i farmaci assunti per l’asma, quello che più di tutti potrebbe presentare qualche problema per il feto riguarda sicuramente il cortisone.

Qui voglio fare una premessa che aiuti a ridurre un po’ la demonizzazione assoluta del cortisone in gravidanza, teniamo conto che spesso, in alcuni programmi di fecondazione medicalmente assistita, PMA, procreazione medicalmente assistita, la fecondazione artificiale, d’accordo? o nel caso di donne con gravidanze a rischio, ad esempio per delle malattie autoimmuni, per gravidanze inizialmente più a rischio di attecchimento dell’embrione, d’accordo, si fa uso di cortisonici anche a dosaggio elevato, e in linea generale i bimbi che nascono sono bellissimi lo stesso, e sanissimi! d’accordo? Confrontatevi con i ginecologi per averne conferma.

Torniamo alle considerazioni generali, la teoria vuole che il cortisone, dicevo, eventualmente somministrato nel corso del primo trimestre di gravidanza per controllare gli scompensi clinici persistenti dell’asma, oppure per trattare le crisi respiratorie acute, possa però qualche volta provocare qualche problema, d’accordo?

Nonostante ci siano sostenitori dell’innocuità di questo farmaco sul feto, specie se assunto a basso dosaggio, esistono però delle segnalazioni di

  • un possibile rischio di eclampsia, che è una gravissima complicazione della gravidanza
  • di rischio di prematurità, cioè di nascita del bimbo pre-termine
  • di rischio di labio-palatoschisi noto come labbro leporino
  • di malformazioni cardiache da incompleta suddivisione interna delle camere del cuore, suddivisione delle camere cardiache che si completa entro circa il primo mese di gestazione, senza tener conto, ad esempio, della riduzione della competenza immunitaria della madre, cioè della riduzione delle difese immunitarie, quindi con aumentato rischio di infezioni, e di aumento del rischio di diabete nel corso della gravidanza.

Quindi, detto ciò, l’argomento “cortisone SI” “cortisone NO”, rimane sempre un punto importante da definire molto bene con il ginecologo in gravidanza.

Quindi in ogni caso è sempre meglio non esagerare a somministrarlo nei primi mesi, se non nei casi in cui la sua mancata somministrazione potrebbe produrre danni maggiori rispetto alla sua somministrazione, d’accordo?

Nel caso poi in cui risulti indispensabile somministrarlo in gravidanza, forse meglio il prednisone che raggiunge più difficilmente il feto, e somministrarlo, specie nel primo trimestre, se possibile solo in caso di crisi asmatiche importanti! D’accordo?

Senza dimenticare poi che fa più danni al prodotto del concepimento una sua eventuale scarsa ossigenazione conseguente all’asma, alla crisi asmatica, piuttosto che il cortisone in sé, ecco perché ritengo consigliabile iniziare una gravidanza con un’asma stabile, in buon equilibrio clinico, che in questo modo non richieda terapia cortisonica fin dal suo inizio, d’accordo?

Come dicevo prima, però, preferirei evitare di demonizzare il cortisone per demonizzare invece l’asma! OK?

Un asma mal controllato, difatti, può produrre molti più danni al feto rispetto a quelli potenzialmente provocabili dai medicinali proprio attraverso un deficit di ossigenazione del sangue che si può avere nel corso di una crisi asmatica importante!

Attenzione a un’altra cosa!

Quando parlo di “cortisone”, mi riferisco sempre alla sua somministrazione per via generale, orale o iniettiva che sia, e non alla sua abituale assunzione per via aerosolica, d’accordo? aerosolizzatori o bombolette pressurizzate contenenti beclometasone, budesonide e fluticasone, d’accordo? che da più parti sono ormai ritenuti assolutamente sicuri e quindi indispensabili per mantenere la stabilità e il controllo clinico della malattia asmatica! D’accordo?

Salbutamolo (Ventolin o il Broncovaleas) in gravidanza

Per quanto riguarda poi il salbutamolo, il ben noto Ventolin o il Broncovaleas, scusate i nomi commerciali ma qui prima di tutto è indispensabile capirsi, che è usato da milioni di persone come broncodilatatore nelle crisi acute di asma, per quanto ci siano delle segnalazioni di rare malformazioni cardiache e dello stomaco che ne rendono preferibile l’impiego senza abusarne, di nuovo ricordo come una crisi d’asma, specie se di una certa importanza, non adeguatamente trattata, rischia di produrre sul feto danni peggiori!

Broncodilatatori a lunga durata d’azione (LABA)

Per quanto riguarda poi i broncodilatatori a lunga durata d’azione, i cosiddetti LABA, che vengono somministrati ogni 12 o 24 ore circa per inalazione, behhh, direi che ormai sono in uso da anni e sono da considerarsi relativamente sicuri, a patto che li si usi in associazione con i cortisonici inalatori a lunga durata d’azione, e spesso i due prodotti sono già presenti insieme in molte preparazioni pre-dosate offerte dall’industria farmaceutica, d’accordo?

Altri farmaci per il controllo dell’asma

Anche i cromoni, disodiocromoglicato e il nedocromil sodico, per quanto sempre più difficilmente reperibili sul mercato nazionale, sono farmaci che riducono la liberazione dei prodotti cellulari che sostengono l’infiammazione allergica nei pazienti con asma allergico e con asma da sforzo e generalmente non presentano problemi se usati nel corso della gravidanza.

Antistaminici in gravidanza

Per quanto riguarda poi l’uso degli antistaminici in gravidanza, ricordo come gli antistaminici siano farmaci utili non tanto sui sintomi asmatici, in questo senso servono a poco, quanto invece sui sintomi respiratori della rinite allergica che spesso si accompagna all’asma allergico, sarebbe meglio astenersi o ridurre al minimo il loro impiego durante il primo trimestre di gravidanza, dopo di che, passato questo periodo, è possibile usarli con moderazione e direi solo nelle situazioni caratterizzate da disturbi allergici della gestante piuttosto importanti, direi dando la preferenza a molecole quali cetirizina e loratadina, per le quali non sono stati dimostrati rischi di malformazione per il feto anche se assunti nei primi tre mesi di gestazione, d’accordo?

Consigli utili per donne allergiche ed asmatiche in gravidanza

Ricordarsi anche sempre che, specie per ridurre al minimo il ricorso ai farmaci, diventa fondamentale, nel corso della gravidanza, evitare l’esposizione agli allergeni ai quali la paziente fosse sensibile, pollini, acari, derivati animali in modo da ridurre la necessità di dover poi usare farmaci antistaminici e cortisonici per curare gli effetti negativi conseguenti al contatto di questi allergeni con le mucose respiratorie delle pazienti allergiche, sia per quanto riguarda l’asma che per la rinite.

Evitare poi in modo assoluto l’esposizione al fumo della sigaretta! D’accordo?

Il fumo, di fatti, specie per le pazienti asmatiche, rappresenta un pericoloso irritante delle vie aeree che favorisce l’infiammazione dei bronchi e la loro conseguente ostruzione, cioè facilita le crisi di broncospasmo, le crisi asmatiche, d’accordo?

Attenzione che nel corso della gravidanza, qualunque variazione dello stato di stabilità dell’asma, o anche la comparsa di momenti di minor controllo dei sintomi, va immediatamente portata all’attenzione dello pneumologo, questo per evitare quei peggioramenti dell’asma che poi obbligano ad aumentare troppo i farmaci, d’accordo?

Attenzione che un indicatore importante di sopraggiunta criticità dell’asma è rappresentato proprio dalla necessità di aumentare, per il sopraggiungere di momenti di difficoltà respiratoria sempre più intensi e frequenti, di aumentare, dicevo, la frequenza di somministrazione dei broncodilatatori inalatori a breve durata d’azione, il salbutamolo, il Ventolin o il Broncovaleas di cui parlavo prima per capirci, quando devo sempre più frequentemente “spruzzare” per respirare, ecco! quello è il momento di avvisare lo pneumologo, d’accordo?

Ricordare anche che i farmaci antiasmatici e antiistaminici di cui ho detto prima non sono controindicati nel corso dell’allattamento.

L’allattamento al seno, anzi, risulta caldamente consigliato specie nelle allergiche, proprio per ridurre il rischio di una patologia allergica anche nel neonato, proprio per l’azione protettiva svolta dagli anticorpi presenti nel latte materno, OK?

Quindi, per concludere, la terapia dell’asma in corso di gravidanza non solo è consentita, ma è vivamente consigliata in quanto la prima cosa che richiede il nascituro è una mamma che respiri bene, cioè una mamma che gli garantisca quell’ossigeno indispensabile a una sua corretta crescita e a un suo sviluppo armonico.

Immagine di copertina by Alicia Petresc on Unsplash

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