Medicina del Respiro
Asma Bronchiale

Asma Allergico da Pollini di Graminacee (Tutto quello che Devi Conoscere)

In questo articolo, pubblichiamo il testo integrale del video creato dal Dott. Enrico Ballor e pubblicato sul canale YouTube ufficiale di Medicina del Respiro dedicato al tema Asma Allergico da Pollini di Graminacee (Tutto quello che Devi Conoscere).

Introduzione

Hai l’asma e sei allergico alle graminacee?

Bene, questo video fa proprio al caso tuo.

In questo video vedremo insieme, tra le altre cose:

  • Le Diverse Specie
  • Sintomi dell’Asma
  • Crisi Asmatiche in Età Pediatrica
  • Terapia dell’Asma oltre i Farmaci
  • Assumere Correttamente i Farmaci Prescritti
  • Scegliere Bene il Luogo di Vacanza
  • Cosa Fare e NON Fare
  • Non Fidarsi della Pioggia

con l’aiuto del Dott. Enrico Ballor, Pneumologo a Torino.

Asma Allergico da Pollini di Graminacee (Tutto quello che Devi Conoscere)

Partiamo dal video Asma Allergico da Pollini di Graminacee (Tutto quello che Devi Conoscere) per chi se lo fosse perso.

Trascrizione

L’asma allergico rappresenta una tra le più classiche malattie allergiche dell’apparato respiratorio e tra le varie forme allergiche in grado di determinare asma bronchiale ne esiste una che si presenta in primavera, nei mesi generalmente da marzo a giugno, che è legata alla sensibilizzazione al polline di una particolare famiglia di piante denominate graminacee.

Nel loro insieme le graminacee consistono in circa 9400 specie erbacee molto comuni in Italia.

Appartengono a queste le erbe dei prati, ma non solo, sono presenti ai climi più diversi, non solo in pianura ma anche a quote più alte e costituiscono un po’ il manto verde dei prati, dei campi dei pascoli e anche dei boschi e delle radure.

Le diverse specie hanno una capacità allergenica molto diversa tra loro, cioè loro forza di provocare allergia, è diversa.

Ci sono specie decisamente poco allergeniche, come cynodon dactylon, cioè l’erba canina o gramigna comune, e alcuni tipi di avena (avena sativa), per andare fino alle specie più allergeniche rappresentate da phleum pratense (coda di topo o codolina), da dactylis glomerata (erba mazzolina), da lolium italicum (loglio), e dal lolium perenne (anche detto logliarello).

Nel corso dell’impollinazione anemofila, cioè affidata al vento, e non affidata agli insetti come l’impollinazione entomofila, le graminacee liberano nell’aria diversi milioni di granuli di polline allergenico, e questi si rendono responsabili delle diverse forme allergiche

  • asma bronchiale
  • rinite, cioè raffreddore allergico
  • e congiuntivite allergica, o insieme oculo-rinite allergica.

Tenuto conto che una sola spiga presente sullo stelo di una pianta, che corrisponde alla infiorescenza del fiore, è in grado di contenere da 6 a 8 milioni di granuli di polline, immaginatevi, durante la pollinazione del periodo primaverile, quale enorme quantità di materiale allergenico venga immesso nell’aria nel corso di una giornata di vento.

Attenzione che quasi un paziente su due, inizialmente interessato dalla sola rinite o dalla oculo-rinite allergica alle graminacee, può veder peggiorare nel tempo il suo stato di malattia allergica diventando poi anche asmatico!

E’ quella che lo pneumologo e l’allergologo chiamano la “marcia allergica, cioè si parte dalla rinite e si arriva fino all’asma bronchiale.

Sintomi dell’Asma

Nel corso di una crisi asmatica, in un allergico alle graminacee, compaiono i classici sintomi dell’asma e cioè

  • la tosse, spesso secca e insistente
  • la dispnea, termine con il quale si indica la difficoltà respiratoria
  • la presenza di un sibilo espiratorio, il cosiddetto “fischietto” quando respiro
  • associato a un senso di costrizione, di chiusura al torace

ecco questi sono i sintomi con i quali si annuncia l’asma.

Crisi Asmatiche in Età Pediatrica

Specie in età pediatrica le crisi asmatiche possono preoccupare anche molto non solo il bambino ma anche i genitori, e attraverso questi sintomi lo pneumologo poi orienta la diagnosi che verrà successivamente confermata anche attraverso una spirometria e le prove allergometriche, PRICK TEST sulle braccia, oppure i diversi test su sangue che permettono di trovare gli anticorpi specifici, le cosiddette IgE, dirette contro le graminacee.

Terapia dell’Asma oltre i Farmaci

Non smetterò mai di ricordare quanto, oltre ad una corretta terapia farmacologica in caso di asma da graminacee, che impiega broncodilatatori e antiinfiammatori, non ultimo anche il cortisone se serve, sia indispensabile tutta una serie di misure non farmacologiche, insisto sempre su questo, che sono indispensabili per minimizzare il rischio di crisi respiratorie, è quello che chiamo “la terapia non solo farmacologica dell’asma”, senza la quale è molto difficile avere un buon controllo stabile della malattia asmatica, i farmaci da soli spesso non bastano! è chiaro?

Bene!

Vediamo allora di quali consigli sto parlando.

Assumere Correttamente i Farmaci Prescritti

Prima di tutto garantire che vengano effettivamente assunti i farmaci prescritti dallo pneumologo, prescriverli solo non basta! bisogna poi anche assumerli i farmaci, in quantità e nei tempi prescritti, e qualche volta alcuni pazienti, che sembrano preoccuparsi qualche volta più dei farmaci che non dei rischi che si corrono in caso di asma mal curata, tendono ad autoridursi le terapie!

OK? Bene!

Quindi prima di tutto accertarsi che il paziente faccia la terapia, ma soprattutto che il paziente usi correttamente i vari dispenser che contengono i farmaci inalabili pre-dosati.

Farli male può essere come non farli, e il risultato non si ottiene!

Poi, non scordarsi il corretto uso di antistaminici per uso locale, nasale, o generale, per bocca, se è presente anche la rinite, da graminacee, un naso chiuso non consente di respirare bene, e questo impedisce ovviamente al paziente asmatico di respirare bene anche se la parte farmacologica della terapia dell’asma è corretta!

D’accordo?

Consiglierei inoltre di iniziare sempre la terapia farmacologica dell’asma e delle forme allergiche nasali e oculari da graminacee già in periodo pre-stagionale, prima cioè dell’inizio della pollinazione delle graminacee, fine febbraio – marzo.

Questo consente alla fine di dover usare molto meno farmaci e di ottenere un risultato finale sicuramente migliore rispetto a quello che si otterrebbe invece aspettando di finirci dentro, intendo di finirci dentro ai sintomi, per poi correre ai ripari quando le mucose nasali e bronchiali sono ormai infiammate! D’accordo?

Scegliere Bene il Luogo di Vacanza

Ancora, scegliere con attenzione il luogo dove trascorrere le vacanze, perché così facendo si eviterà l’esposizione agli allergeni magari non più presenti in pianura, in un periodo in cui essi fanno invece la loro comparsa alle quote più alte, in montagna ad agosto, ad esempio, troviamo di nuovo le graminacee che erano presenti in pianura ad aprile – maggio! OK?

Cosa Fare e NON Fare

E poi utilizzare sempre gli appositi calendari pollinici che si trovano su Internet per evitare di esporre il paziente al polline nel periodo critico, prestando attenzione a evitare in modo particolare le attività sportive all’aperto quando sono presenti i pollini nell’aria, e in macchina tenere sempre bene chiusi i finestrini, usando eventualmente un condizionatore se fa troppo caldo, con il filtro antipolline dell’abitacolo attivato e mantenuto sempre ben pulito, per evitare di introdurre polline nell’abitacolo e quindi di far precipitare i sintomi di una crisi asmatica.

E poi… a calcio nei prati in primavera non si gioca!

Nemmeno se si usano correttamente i farmaci, certi casi di asma da graminacee, quelli più importanti, richiedono anche questo, e i soli farmaci spesso non sono sufficienti a garantire che il paziente non abbia crisi d’asma se si butta nei prati in primavera! D’accordo?

E attenzione anche ai ricambi d’aria in casa, le finestre della casa non si aprono nelle giornate ventose! OK?

Tranquilli che non si muore soffocati se non si aprono le finestre per 2 -3 giorni! è vero invece il contrario, se fuori c’è tanto polline e in primavera lo faccio entrare in casa aprendo le finestre poi dopo soffoco perché mi viene una crisi d’asma se sono asmatico e allergico alle graminacee! D’accordo?

Non Fidarsi della Pioggia

Bene, per gli allergici ai pollini delle graminacee nelle giornate di vento è sempre meglio restare a casa, e un altro consiglio importante, non fidiamoci mai troppo della pioggia!

Che cosa intendo?

Intendo che, se è vero che i sintomi dipendono un po’ da quanti pollini ci sono nell’aria, dovremmo attenderci che la pioggia, ripulendo l’aria dai pollini, riduca la concentrazione dei granuli di polline dalla quale, come ho detto, dipende in modo diretto l’intensità dei sintomi, sembrerebbe tutto evidente ma purtroppo le cose non stanno proprio così, infatti, per quanto dopo la pioggia la quantità del polline possa anche crollare, bisogna ricordarsi che non si è allergici ai “granuli di polline”, ok?

Ma si è allergici alle sostanze proteiche dotate di potere allergenico che sono contenute all’interno dei granuli di polline.

In questo senso i granuli di polline si comportano come se fossero dei sacchettini che contengono le sostanze alle quali siamo allergici, sostanze che sono idrosolubili, cioè solubili in acqua, e con la pioggia escono dal granulo di polline e si disperdono nel film d’acqua, nel velo d’acqua, che resta sull’asfalto e sui manti erbosi all’aperto, e queste sostanze, dotate di forte potere allergenico che sono fuoriuscite dai granuli di polline, sono pronte a evaporare, come se si trattasse di un vero e proprio AEROSOL RICCO DI SOSTANZE ALLERGENICHE.

Quando?

Appena ricompare il sole caldo dopo la pioggia che, per l’appunto, facilita con l’evaporazione la dispersione nell’aria di quell’acqua piovana che nel frattempo si è caricata di sostanze fortemente allergeniche fuoriuscite dai pollini.

Questo spiega l’apparente paradosso del perché, dopo la pioggia, quando ancora la quantità di granuli di polline nell’aria è bassa proprio per la pioggia che l’ha ridotta, molti allergici possono avere sintomi asmatici e rinitici anche intensi anziché percepire i supposti attesi effetti positivi sull’ “allergia”!

Quindi, proprio per questo motivo, non esagerare mai con le attività sportive all’aria aperta quando ricompare il sole dopo la pioggia! magari forti, magari, della minor quantità di polline presente nell’aria!

D’accordo?

Dopo la pioggia in primavera se rispunta il sole non si va a correre se si è allergici alle graminacee e si soffre d’asma! OK?

Bene.

In ogni caso consiglierei sempre all’asmatico allergico alle graminacee, con o senza oculo-rinite allergica, un programma di cura ben articolato ma soprattutto concordato con lo pneumologo.

Perché?

Perché lo specialista saprà prescrivere non solamente i farmaci più indicati per il singolo paziente ma saprà anche consigliare al paziente stesso tutto ciò che serve conoscere bene per controllare la malattia e per minimizzare i sintomi di un eventuale scompenso asmatico.

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