Medicina del Respiro
Asma Bronchiale

Cortisone nell’Asma e nelle Malattie Respiratorie

In questo articolo, pubblichiamo il testo integrale del video creato dal Dott. Enrico Ballor e pubblicato sul canale YouTube ufficiale di Medicina del Respiro dedicato al tema Cortisone nell’Asma e nelle Malattie Respiratorie.

Introduzione

Cortisone: croce e delizia nell’asma e nelle malattie bronchiali e polmonari.

Vediamo quando usarlo in modo appropriato e quando invece doverlo temere per i possibili effetti negativi, con l’aiuto del Dott. Enrico Ballor, Pneumologo a Torino.

CORTISONE, ASMA E MALATTIE RESPIRATORIE (Utilità e Limiti)

Partiamo dal video CORTISONE, ASMA E MALATTIE RESPIRATORIE (Utilità e Limiti) per chi se lo fosse perso.

Trascrizione

Beh, se c’è un campo della medicina dove il cortisone la fa un po’ da padrone, e beh, questo è proprio quello della pneumologia, disciplina specialistica che si occupa delle malattie respiratorie.

Perché? Perché spesso le malattie respiratorie sono caratterizzate dalla presenza di processi infiammatori che interessano le vie aeree, infiammazione dei bronchi e dei polmoni, conseguenti non solo a infezioni, infezioni da batteri e da virus, Covid 19 è l’esempio più eclatante e recente di malattia infettiva virale, cioè da virus, che può causare una grave infiammazione polmonare e nella quale può essere utile il cortisone, ma anche infiammazione causata da processi immunologici e da infiammazione non-infettiva, come quella vista prima, autoimmuni ad esempio, quando il sistema immunitario attacca l’organismo anziché difenderlo, o da infiammazione allergica, e tutti questi momenti infiammatori di diversa origine, proprio in quanto caratterizzati da INFIAMMAZIONE, possono trarre anche un notevole vantaggio dall’uso del cortisone che, per definizione, è uno dei migliori farmaci ANTIINFIAMMATORI che abbiamo!

Cortisone e Asma

E partiamo dall’asma, l’asma bronchiale ad esempio, sia nella sua presentazione allergica che in quella non-allergica, è un po’ il prototipo delle malattie respiratorie nelle quali il cortisone è spesso indispensabile, attenzione! spesso non vuol dire sempre! d’accordo?

Spesso vuol dire in molti casi, ma non vuol dire tutte le volte, in alcuni casi non serve, in alcuni casi il suo impiego è addirittura esagerato e non solo non serve ma può fare anche danni, ricordo come qualsiasi terapia debba essere prima di tutto PERSONALIZZATA!

Personalizzata vuol dire che non curo mai L’ASMA, in assoluto, ma il PAZIENTE CON L’ASMA, cioè non curo la malattia in assoluto, ma il PAZIENTE con quella malattia, se ho un paziente asmatico che può beneficiare del cortisone e non ha il diabete posso non avere problemi, ma se ho un paziente asmatico che ha anche il diabete, beh, in quel caso ci devo pensare bene prima di usare il cortisone a cuor leggero, posso magari usarlo lo stesso ma ci devo pensare bene, e devo dosarlo con attenzione prestando attenzione a non complicare il diabete!

Il cortisone nell’asma diventa qualche volta addirittura INDISPENSABILE, specie nelle condizioni di asma grave, di asma che rischia di mettere in pericolo la vita del paziente, ma il cortisone va sempre usato con attenzione, cercando di minimizzare i danni che potrebbero derivare dalla sua somministrazione, ed è sempre il medico, lo pneumologo, che deve fare questo, non può mai essere il paziente a gestire la terapia cortisonica! sii! certo che può farlo! solo che poi rischia di fare dei pasticci!

Nell’asma allergico, ad esempio, l’asma che tende a diventare critico con un difficile controllo dei sintomi asmatici, tosse, fischietto espiratorio, difficoltà a respirare, magari per la presenza di una grande quantità di pollini nell’aria, il cortisone spesso serve a ripristinare rapidamente una condizione di normalità respiratoria che diversamente è molto più difficilmente raggiungibile, specie in tempi brevi, e l’asma fuori controllo dev’essere rinormalizzata nel più breve tempo possibile!

E il cortisone, come ANTIINFIAMMATORIO, in questi casi di eccessiva INFIAMMAZIONE dei bronchi, è utilissimo! direi indispensabile! E di nuovo sarà lo pneumologo, che conosce il paziente, a prescrivergli una delle diverse formulazioni farmaceutiche del cortisone che abbiamo a disposizione, compresse, soluzioni per aerosol, dispositivi inalatori predosati pressurizzati o in polvere secca da inalare, con dispenser diversi, fino ad arrivare alle fiale per uso endovenoso da impiegare nei gravi casi di crisi asmatiche fuori controllo, in QUANTITA’ corrette e adeguate, senza esagerare, quantità che di nuovo sarà il medico a stabilire, sulla base delle reali necessità cliniche del momento, DI QUEL PAZIENTE, ripeto si cura con il cortisone non l’asma ma il paziente con l’asma!

E le terapie cortisoniche vanno sempre personalizzate!! per essere efficaci e per evitare danni!

Bisogna capire molto bene che la terapia dell’asma con il cortisone rappresenta sempre un momento molto importante per il paziente asmatico, rappresenta un trattamento spesso insostituibile, ma dev’essere presa in considerazione e gestita con esperienza dallo specialista tenendo sempre bene in conto i possibili effetti secondari, effetti non desiderati della terapia cortisonica.

Controllo sulla glicemia, sulla pressione arteriosa, il cortisone può aumentare la pressione del sangue, e in un iperteso può essere pericoloso, e può aumentare la glicemia, e questo in un diabetico può essere pericoloso.

Bisogna badare a non fare danni allo stomaco, magari proteggendolo in modo adeguato, insomma, tante cose di cui non si può non tenere conto se si vuole usare il cortisone nell’asma in modo sicuro, per ottenere ottimi risultati ma senza fare danni!

Cortisone e altre patologie dell’apparato respiratorio

Ma, oltre all’asma bronchiale, ci sono tantissime altre patologie dell’apparato respiratorio, patologie dei bronchi e dei polmoni, che possono essere trattate con grande efficacia con il cortisone, dove il cortisone è addirittura indispensabile.

Pensiamo, ad esempio, alle polmoniti, oggi sappiamo come l’aggiunta di un po’ di cortisone agli antibiotici usati per la cura delle polmoniti batteriche consenta di accelerare la guarigione, oltretutto riducendo i tempi di ricovero dei pazienti ospedalizzati, e non è poca cosa!

Pensiamo ai momenti di riacutizzazione della BPCO, della broncopneumopatia cronica ostruttiva, una malattia respiratoria cronica spesso legata alle conseguenze del fumo e dell’inquinamento…

… che può ogni tanto, con motivi diversi, rialzare la testa e uscire da fasi di relativa stabilità clinica della malattia per accentuare i sintomi, tosse, catarro eccessivo, difficoltà respiratoria, necessità di terapia con ossigeno, e qui il trattamento cortisonico è spesso indispensabile per rimettere sotto controllo la malattia.

Ci sono pazienti con bronchite cronica che vedono peggiorare i loro sintomi magari per la sovrapposizione di un’influenza, e devono essere trattati con antinfiammatori, quale antiinfiammatorio migliore, in questi casi, se non proprio il cortisone! USATO BENE! PER TEMPI NON ECCESSIVI!

E’ di nuovo lo pneumologo che indica farmaco, modalità, quantità e tempi! Per ottenere buoni risultati senza fare danni!

Pazienti con bronchiectasie, con bronchite cronica bronchiectasica, le bronchiectasie sono vere e proprie malformazioni dei bronchi che si presentano magari sfiancati e allargati nella loro parete, tortuosi, che tendono a far ristagnare al loro interno anche grandi quantità di secreti mucosi, di catarro, che può infettarsi e può determinare a sua volta polmoniti, l’infiammazione delle sacche bronchiectasiche può essere facilmente controllata e risolta con adeguate quantità di cortisonici associate agli antibiotici, di nuovo, il cortisone, sarà lo pneumologo a stabilire quanto e per quanto tempo!

Ma anche tante altre malattie infiammatorie dell’interstizio polmonare, l’interstizio del polmone è un po’ la struttura portante del polmone, lo scheletro del polmone all’interno del quale passano i piccoli vasi capillari che scambiano ossigeno con gli alveoli, molte malattie interstiziali, le INTERSTIZIOPATIE, sono malattie infiammatorie del polmone che possono fare anche grossi danni alla funzione respiratoria, e che, proprio in quanto malattie infiammatorie, risentono spesso efficacemente di un buon uso del cortisone, antinfiammatorio per eccellenza, magari anche per tempi più lunghi e in quantità maggiori rispetto a quelle viste per il trattamento delle patologie di cui ho parlato prima, trattamento cortisonico che spesso riduce la possibilità di complicare l’interstiziopatia con una delle sue più temibili conseguenze, LA FIBROSI POLMONARE.

Pensiamo all’uso del cortisone per il trattamento dei tumori polmonari, per controllare il disagio respiratorio che i tumori possono spesso provocare al paziente, per la sarcoidosi, malattia infiammatoria cronica di origine non ancora conosciuta, che interessa spesso il polmone ma che può interessare anche tanti altri organi, pensiamo all’utilità di adeguate quantità di cortisone nell’insufficienza respiratoria che può interessare i pazienti affetti dalle più diverse patologie respiratorie.

Fare attenzione all’uso del cortisone perché? perché, come già ho detto prima, il cortisone non dev’essere demonizzato ma dev’essere invece USATO BENE, dallo specialista, prestando attenzione a cosa?

Beh, si cono tante cose alle quali fare attenzione, il cortisone può provocare, ad esempio, effetti non desiderati, effetti avversi, sia locali che generali, è molto frequente, ad esempio, la comparsa di micosi del cavo orale quando si inalano i cortisonici in aerosol, micosi del genere Candida, il mughetto, che colpisce la mucosa orale e la lingua e causa qualche volta un bruciore anche molto intenso che può addirittura impedire di mangiare, motivo per cui è sempre bene risciacquare bene la bocca dopo averlo inalato, sciacquare e gargarizzare bene un po’ d’acqua, ma anche la disfonia è possibile, in soggetti sensibili, non in tutti, cioè l’abbassamento della voce dopo qualche giorno che pratico l’aerosol, questa volta non dovuta alla micosi ma a una vera e propria riduzione di tensione delle corde vocali, le corde vocali hanno una componente muscolare e il cortisone può determinare una sofferenza di questi muscoli che smettono di funzionare bene, fortunatamente questo effetto è reversibile, cioè cessa con la sospensione dell’aerosol, dopo qualche giorno si torna a parlare normalmente.

Poi ci sono un’infinità di effetti collaterali generali da cortisone, intendo da cortisone questa volta somministrato per bocca o iniettato per via intramuscolare o endovenosa, ulcera gastrica e duodenale, diabete, il cosiddetto diabete meta steroideo, ipertensione arteriosa, attenzione ai soggetti già ipertesi perché la pressione del sangue può, dopo un po’ di giorni di trattamento, può aumentare facendo affaticare il cuore, e specie negli anziani si rischia lo scompenso di cuore, e poi aumento del peso per trattamenti di lunga durata, comparsa di piccole ecchimosi sulla cute, piccole soffusioni emorragiche nella pelle di nuovo per trattamenti prolungati, Ok? Attenzione, però, che nessun effetto collaterale può giustificare l’autosospensione della terapia da parte del paziente, è lo specialista che conoscendo in ogni caso i rischi della terapia e il proprio paziente, deve valutare il rapporto tra rischio della cura e rischio della malattia non adeguatamente curata.

Ecco perché, come sempre dico, evitare anche in caso di terapia cortisonica, specie quando lo pneumologo la ritenga indispensabile a evitare guai maggiori, evitare come dicevo i pericolosi “fai da te”, seguire sempre le indicazione del proprio specialista e del proprio medico, sia per quanto riguarda la scelta di iniziare la somministrazione dei cortisonici, sia nel decidere quando sospenderli in modo sicuro quando non sono più indispensabili per risolvere il problema.

Certo! Perché, ad esempio, la sospensione troppo rapida del cortisone, specie dopo periodi prolungati di terapia può provocare anche danni molto gravi al paziente, il cortisone va scalato sempre lentamente dopo settimane di terapia, certo non dopo una settimana o 10 giorni, Quindi, ripeto, la valutazione del rapporto rischio/beneficio deve competere sempre solo al medico e comunque mai al paziente!

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